La balla dell’“isolamento monetario”

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Banca Centrale del Venezuela, sistema monetario globale e FMI: cosa è vero e cosa no

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Introduzione – Un mito comodo

Nel dibattito pubblico sul Venezuela circola da anni un’affermazione tanto perentoria quanto infondata: la Banca Centrale del Venezuela non farebbe parte del sistema delle banche centrali mondiali né del Fondo Monetario Internazionale.
È una tesi che piace a schieramenti opposti, perché consente di semplificare: o per dipingere il Venezuela come “totalmente sovrano e indipendente”, o per suggerire un complotto di esclusione. In realtà, non è vera.

La realtà è più banale e più scomoda: la Banco Central de Venezuela è inserita nell’architettura monetaria internazionale, come quasi tutte le banche centrali moderne. Il problema venezuelano non è l’assenza di legami, ma la loro progressiva rottura politica e tecnica.


1) Cos’è la Banco Central de Venezuela (BCV)

La BCV è l’autorità monetaria del Venezuela. Come tutte le banche centrali nate nel secondo dopoguerra, opera all’interno dell’architettura monetaria globale.

Funzioni standard

  • Emissione della moneta nazionale
  • Gestione delle riserve ufficiali (oro e valuta)
  • Produzione di statistiche monetarie e finanziarie
  • Rapporti tecnici con istituzioni internazionali

👉 Nulla di tutto questo implica controllo esterno occulto. È prassi universale: senza queste funzioni, una moneta non esiste sui mercati internazionali.


2) Il legame formale con il Fondo Monetario Internazionale

Il Venezuela è membro fondatore del International Monetary Fund dal 1945.
La BCV è, come in tutti i Paesi membri, l’interlocutore tecnico nazionale verso il Fondo.

Connessioni reali (documentate)

  • Quota FMI: ogni Paese membro possiede una quota che determina diritti e obblighi.
  • Consultazioni Articolo IV: analisi macroeconomiche periodiche (nel caso venezuelano sospese o irregolari negli ultimi anni).
  • Standard statistici: condivisione di dati macroeconomici, spesso incompleta dal 2015 in poi.

Cosa NON è vero

  • ❌ Il FMI non controlla la BCV
  • ❌ Il FMI non gestisce la politica monetaria venezuelana
  • ❌ Non esistono “ordini” o direttive operative del FMI alla BCV

👉 Il rapporto è istituzionale e tecnico, non gerarchico.


3) La rotturaura progressiva dei rapporti (2015–oggi)

Il nodo centrale non è l’appartenenza, ma la rottura.

Con il collasso economico e istituzionale:

  • il Venezuela ha interrotto la trasmissione regolare dei dati,
  • non ha più partecipato in modo sistematico alle consultazioni,
  • è entrato in arretrato tecnico verso il FMI.

Il Fondo, a sua volta:

  • non eroga programmi al Venezuela,
  • non riconosce operatività finanziaria attiva,
  • mantiene un rapporto formale ma congelato.

👉 Non esiste alcuna “collaborazione segreta”: esiste isolamento.


4) Connessioni con le altre banche centrali

Come tutte le banche centrali, la BCV:

  • aderisce (o ha aderito) a reti tecniche (pagamenti, statistiche),
  • interagisce con:
    • la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) a livello tecnico,
    • altre banche centrali per clearing, custodia delle riserve, pagamenti internazionali.

Punto chiave

Queste connessioni non sono politiche. Sono infrastrutturali.
Senza di esse nessuna moneta nazionale può operare nel commercio globale.


5) L’oro venezuelano: il vero nodo (non il FMI)

Il punto di frizione reale non è BCV–FMI, ma:

  • la custodia delle riserve auree all’estero,
  • il contenzioso giuridico sul riconoscimento del governo legittimo,
  • le decisioni di tribunali stranieri (Regno Unito, Stati Uniti).

👉 Qui entrano in gioco diritto internazionale e sanzioni, non la governance del FMI.


6) Fact-check diretto

🔍 “La Banca Centrale del Venezuela è controllata dal FMI”

VERDETTO: FALSO

✔️ È membro del FMI (come quasi tutti gli Stati).
✔️ Ha obblighi informativi standard.
❌ Non riceve direttive operative.
❌ Non ha programmi FMI attivi.


7) Perché questa confusione è così diffusa

L’idea di una “regia occulta delle banche centrali” nasce da:

  • la confusione tra coordinamento e controllo,
  • la sovrapposizione tra finanza internazionale e sovranità politica,
  • l’uso ideologico del FMI come capro espiatorio universale.

Nel caso venezuelano, però, il dato centrale è l’opposto:

Il problema non è un eccesso di integrazione nel sistema globale, ma un collasso di credibilità, trasparenza e cooperazione tecnica.


La Banca Centrale del Venezuela è inserita, come tutte le autorità monetarie nazionali, nell’architettura finanziaria internazionale e nel sistema del FMI. Tuttavia, da anni i rapporti sono in larga parte congelati e non esistono programmi o controlli operativi del Fondo sulla politica monetaria venezuelana.

L’unico collegamento serio emerso: advisory sul debito, non proprietà bancaria

Nel 2024 diverse testate hanno riportato che il governo venezuelano avrebbe ingaggiato Rothschild & Co come consulente finanziario per mappare obbligazioni e debiti in default (passo preparatorio tipico di una ristrutturazione). Questo non implica azionariato in banche venezuelane. Bloomberg

lL Rothschild & Co e advisor del governo venezuelano da 1998

BlackRock/Vanguard/State Street in singoli bond venezuelani; spesso questi dati sono custoditi da depositari (Euroclear / Clearstream) o non divulgati per riservatezza. Reuters

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