Introduzione: il grande inganno della “controinformazione”
Esiste una metastasi ideologica che negli ultimi anni ha divorato una parte della cosiddetta controinformazione italiana.
Un ecosistema che si presenta come:
- ribelle;
- antisistema;
- libero;
- indipendente;
- anti-globalista;
ma che in realtà si comporta sempre più spesso come una macchina di propaganda al servizio dei peggiori autoritarismi del pianeta.
È il più grande cortocircuito intellettuale della scena pseudo-alternativa contemporanea:
persone che parlano ossessivamente di libertà mentre glorificano regimi costruiti sulla negazione della libertà.
Iran.
Venezuela.
Cina.
Tre modelli completamente diversi, ma accomunati da un elemento fondamentale:
la centralizzazione del potere, la repressione del dissenso e il controllo ideologico della società.
Eppure una parte della controinformazione italiana continua a presentarli come:
- simboli di emancipazione;
- baluardi anti-imperialisti;
- modelli alternativi;
- esempi di “sovranità”.
Non è più analisi geopolitica.
È pornografia ideologica.
L’anti-americanismo come droga mentale
Il problema centrale è che per molti di questi soggetti l’anti-americanismo non è più una posizione politica.
È diventato una religione patologica.
Gli Stati Uniti rappresentano il male assoluto, metafisico, universale.
Da questa ossessione nasce automaticamente una conseguenza:
chiunque sia nemico dell’America viene assolto da qualunque crimine.
Non importa:
- se reprime;
- se tortura;
- se censura;
- se impicca dissidenti;
- se massacra oppositori;
- se perseguita donne e minoranze.
Se è “contro Washington”, allora diventa automaticamente:
- “resistenza”;
- “multipolarismo”;
- “lotta al globalismo”.
Una semplificazione infantile degna della propaganda più rozza.
Iran: il fanatismo teocratico romanticizzato dagli utili idioti
Il caso iraniano è probabilmente il più disgustoso.
Da anni una parte della pseudo-controinformazione italiana racconta la Repubblica Islamica come:
- baluardo morale;
- civiltà spirituale;
- alternativa all’Occidente decadente;
- resistenza anti-imperialista.
Una narrativa delirante che ignora completamente:
- repressione sistemica;
- esecuzioni pubbliche;
- torture;
- confessioni estorte;
- omicidi di minori;
- persecuzioni religiose;
- controllo delle donne;
- censura totale.
Proteste e repressione in Iran
Mentre giovani donne iraniane vengono massacrate per aver rifiutato il controllo teocratico sul proprio corpo, gli “idioti utili” occidentali parlano di:
- “psy-op NATO”;
- “rivoluzioni colorate”;
- “manipolazioni CIA”.
La realtà invece è semplicissima:
gli iraniani protestano perché vivono sotto un sistema repressivo.
Ma riconoscerlo significherebbe distruggere l’intero impianto ideologico di certa pseudo-controinformazione.
Gli ayatollah trasformati in santi rivoluzionari
Il livello di fanatismo raggiunge punte grottesche quando questi ambienti parlano degli ayatollah.
Leader religiosi che giustificano:
- repressioni;
- esecuzioni;
- controllo ideologico;
- persecuzioni;
- violenza di Stato;
vengono dipinti come uomini di:
- “alta statura morale”;
- “profondità spirituale”;
- “resistenza al globalismo”.
È una forma di necrofilia ideologica.
Il Corano viene impugnato dal potere teocratico per:
- legittimare repressioni;
- schiacciare dissidenti;
- controllare la società;
- giustificare violenze.
Eppure questi sedicenti “liberi pensatori” occidentali applaudono.
Venezuela: la miseria trasformata in propaganda romantica
Lo stesso schema si ripete con il Venezuela.
Per anni:
- Chávez;
- Maduro;
- il chavismo;
sono stati venduti come eroi rivoluzionari.
Nel frattempo il paese:
- collassava economicamente;
- perdeva milioni di cittadini emigrati;
- precipitava nella repressione;
- distruggeva le istituzioni democratiche.
Venezuela e repressione
Ma nella propaganda pseudo-alternativa italiana il Venezuela doveva restare:
- il simbolo della rivoluzione;
- la prova del socialismo anti-imperialista;
- il modello di resistenza.
Una gigantesca operazione di autoinganno collettivo.
Milioni di venezuelani fuggivano dalla fame e dalla repressione mentre gli influencer geopolitici occidentali continuavano a parlare di:
“esperimento emancipatore”.
La Cina: il capolavoro della schizofrenia ideologica
Ma il vero punto di non ritorno è la Cina.
Qui la contraddizione esplode in tutta la sua violenza.
Molti ambienti che si definiscono:
- anti-globalisti;
- anti-tecnocratici;
- anti-sorveglianza;
esaltano contemporaneamente il modello cinese.
Uno dei sistemi più:
- autoritari;
- centralizzati;
- sorvegliati;
- censurati;
- algoritmicamente controllati;
dell’intero pianeta.
Sorveglianza e controllo sociale in Cina
La Cina utilizza:
- riconoscimento facciale;
- censura algoritmica;
- controllo digitale;
- repressione del dissenso;
- sorveglianza di massa.
Ma per questi soggetti tutto questo diventa improvvisamente:
“modello alternativo”.
È la prova definitiva che non stanno combattendo il totalitarismo.
Stanno semplicemente scegliendo il loro totalitarismo preferito.
Il vero volto della pseudo-controinformazione
Questa non è vera controinformazione.
È tribalismo ideologico.
È propaganda emotiva per persone che:
- non cercano la verità;
- cercano appartenenza;
- cercano identità;
- cercano nemici assoluti.
La realtà viene sacrificata sull’altare della narrativa.
Le vittime reali spariscono:
- donne iraniane;
- dissidenti cinesi;
- oppositori venezuelani;
- giornalisti incarcerati;
- studenti torturati.
Restano solo:
- slogan;
- bandiere;
- simboli;
- tifo geopolitico.
La trasformazione mentale degli “idioti utili”
Il meccanismo psicologico è devastante.
Questi soggetti iniziano:
criticando l’imperialismo americano.
Finiscono:
giustificando dittature.
Iniziano:
denunciando la propaganda occidentale.
Finiscono:
ripetendo propaganda autoritaria.
Iniziano:
parlando di libertà.
Finiscono:
difendendo sistemi costruiti sul controllo totale della società.
È una degenerazione ideologica completa.
La menzogna del “multipolarismo liberatorio”
Uno dei mantra più ridicoli è quello del:
“mondo multipolare”.
Come se sostituire:
- Washington
con - Pechino,
- Teheran,
- Mosca;
significasse automaticamente più libertà.
No.
Significa soltanto:
spostare il centro del potere.
Molti di questi ambienti non combattono davvero:
- il dominio;
- il controllo;
- il globalismo.
Combattono solo il dominio occidentale per sostenere altri modelli imperiali.
È una truffa ideologica gigantesca.
La pornografia della rivoluzione permanente
Esiste poi una componente quasi patologica:
la fascinazione estetica per la rivoluzione.
Molti influencer pseudo-geopolitici costruiscono:
- video epici;
- montaggi eroici;
- musiche solenni;
- mitologie rivoluzionarie.
Trasformano:
- regimi;
- leader;
- repressioni;
in prodotti emotivi per audience radicalizzate.
La sofferenza reale dei popoli diventa:
contenuto.
Conclusione: il vero volto degli “idioti utili”
Gli “idioti utili” contemporanei non stanno combattendo il sistema.
Stanno semplicemente facendo da ufficio marketing a:
- teocrazie;
- capitalismi autoritari;
- dittature centralizzate;
- regimi repressivi.
Autoritarismo globale e propaganda
Mentre parlano di:
- libertà;
- emancipazione;
- sovranità;
- resistenza;
difendono sistemi che:
- censurano;
- torturano;
- sorvegliano;
- incarcerano;
- reprimono;
- uccidono.
Ed è qui che cade definitivamente la maschera della pseudo-controinformazione italiana:
non più ricerca della verità,
ma fanatismo ideologico travestito da dissidenza.

