Finanza, narco-capitalismo e controllo delle masse

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Dalla City di Londra a Wall Street: banche, guerre asimmetriche e ingegneria del consenso

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Introduzione – Il potere che non governa ma orienta

La geopolitica contemporanea non può più essere compresa attraverso la sola dialettica tra Stati. Il vero centro decisionale si colloca nell’intersezione tra alta finanza, apparati mediatici e gestione psicologica delle popolazioni. In questo spazio, formalmente legale ma sostanzialmente opaco, si muovono banche sistemiche, paradisi fiscali, flussi di capitale extra-legale e strutture di produzione del consenso.

Il presente saggio analizza l’asse anglo-americano come architettura portante di tale sistema, mostrando come narco-capitalismo, offshore banking e ingegneria sociale non siano deviazioni, ma componenti funzionali dell’ordine globale.


1. Le banche sistemiche come snodi geopolitici

Oltre la “mela marcia”: il problema è strutturale

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I casi che coinvolgono HSBC, JPMorgan Chase e altri colossi non possono essere letti come episodi isolati. Essi rivelano un pattern ricorrente:

  • transazioni con giurisdizioni offshore
  • controlli antiriciclaggio carenti o selettivi
  • sanzioni economiche senza responsabilità penali reali

Il punto centrale non è se certi flussi siano transitati, ma perché il sistema reagisca sempre allo stesso modo:
multe, accordi transattivi, nessuna messa in discussione dell’istituzione.

👉 Questo indica che tali banche non sono semplici imprese, ma infrastrutture di stabilità del sistema. Smantellarle significherebbe destabilizzare l’intero ordine finanziario.


2. Narco-capitalismo: la droga come variabile sistemica

Il traffico di stupefacenti genera ogni anno centinaia di miliardi di dollari. Tali somme non possono essere assorbite senza la cooperazione, attiva o passiva, del sistema bancario internazionale.

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Il ciclo è ricorrente:

  1. produzione e traffico (America Latina)
  2. intermediazione armata (cartelli, gruppi irregolari)
  3. canalizzazione offshore
  4. reintegrazione nei mercati finanziari globali

In questo schema, le organizzazioni armate – incluse le FARC – rappresentano livelli operativi, non decisionali. Il potere di legittimazione del capitale risiede altrove.


3. L’asse Londra–New York: convergenza, non competizione

La City of London e Wall Street non sono poli rivali, ma componenti complementari:

  • Londra: opacità giuridica, trust, offshore
  • New York: profondità dei mercati, derivati, reinvestimento

Questa convergenza consente:

  • assorbimento di capitali ad alta rischiosità
  • stabilizzazione del sistema in fasi di crisi
  • depoliticizzazione dell’origine del denaro

Il risultato è un capitalismo sganciato dalla produzione, fondato su flussi, non su valore reale.


4. Blair, la Terza Via e la neutralizzazione del conflitto politico

Il progetto politico incarnato da Tony Blair ha svolto una funzione cruciale: rendere compatibile il discorso progressista con l’egemonia finanziaria.

La “Terza Via”:

  • svuota la sinistra del conflitto sociale
  • trasforma la politica in gestione tecnica
  • legittima la finanza come “inevitabile”

Questo modello verrà esportato, adattato, replicato. Non governa per coercizione, ma per interiorizzazione dell’ordine esistente.


5. Tavistock, media e ingegneria del consenso

Il controllo non è repressione, ma orientamento

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Il Tavistock Institute rappresenta simbolicamente – e storicamente – il passaggio dalla propaganda classica alla gestione scientifica delle percezioni.

Attraverso:

  • framing mediatico
  • polarizzazione controllata
  • produzione di false alternative

le masse vengono guidate non verso una verità, ma verso un perimetro di pensiero accettabile.

Nel racconto dominante:

  • la droga è colpa dei cartelli
  • le crisi sono “errori di mercato”
  • le banche pagano ma “imparano”

Il sistema resta invisibile.


6. Media, scandali e rituale dell’indignazione

Gli scandali finanziari svolgono una funzione catartica:

  • producono indignazione
  • rafforzano l’idea che il sistema “si corregga”
  • impediscono un’analisi strutturale

Il ciclo mediatico sostituisce la giustizia con la narrazione morale, disinnescando qualsiasi domanda di cambiamento reale.


Conclusione – Il potere post-democratico

L’ordine globale contemporaneo non è governato da governi, ma da architetture:

  • architetture finanziarie
  • architetture mediatiche
  • architetture psicologiche

Il narco-denaro non è un parassita del sistema:
è uno dei suoi lubrificanti.

La vera sovranità non risiede più nel voto, ma nella capacità di definire ciò che può essere pensato.


Dimmi tu come intendi usarlo e lo porto esattamente in quella direzione.

dossier geopolitico, radicalizzarne ulteriormente la parte teorica (biopotere, ps

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