Droga, potere e “nobili menzogne”

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Il traffico di narcotici come architettura nascosta della geopolitica globale

di Veleno Q.B.

Per comprendere la geopolitica del XXI secolo non basta osservare il prezzo del petrolio, le rotte del gas o le nuove catene tecnologiche. Da oltre due secoli esiste un’infrastruttura parallela, opaca ma straordinariamente efficace, che accompagna la costruzione del potere globale: il traffico di narcotici come strumento politico.

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La droga non è soltanto un problema criminale o sanitario. È stata — e continua a essere — finanziamento occulto, leva strategica e giustificazione morale per guerre, colpi di Stato, sanzioni e sequestri di sovranità. Non si tratta di ipotesi alternative, ma di una continuità storica documentata, spesso ammessa a posteriori dagli stessi governi coinvolti.


Quando la droga diventa geopolitica

Il paradigma nasce nel XIX secolo. Le Guerre dell’Oppio non furono un incidente coloniale, ma un esperimento riuscito di dominio moderno: l’Impero britannico impose l’oppio alla Cina come strumento di riequilibrio commerciale e controllo politico. Quando Pechino tentò di difendere la propria sovranità, arrivarono le cannoniere.

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Quel trauma — noto come “secolo dell’umiliazione” — alimentò il nazionalismo cinese e, più tardi, la rivoluzione guidata da Mao Zedong.
Qui la droga non fu un effetto collaterale: fu l’arma centrale della conquista.


Oppio e imperi: quando la droga sostituisce la guerra

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Flusso geopolitico

  • India britannica → produzione di oppio
  • Cina → mercato forzato
  • Cannoniere → apertura dei porti
  • Trattati ineguali → perdita di sovranità

Esito storico: controllo economico senza occupazione diretta.


Guerra Fredda: il bilancio invisibile

Dopo il 1945, il modello viene ereditato dagli Stati Uniti. Con la nascita della Central Intelligence Agency nel 1947, il traffico di oppio ed eroina in Asia e quello di cocaina in America Latina diventano strumenti operativi della strategia anticomunista.

La droga fornisce:

  • fondi fuori bilancio;
  • sostegno a milizie e governi alleati;
  • operazioni clandestine negabili davanti al Congresso.

Molte reti criminali contemporanee non nascono contro lo Stato, ma dentro la sua architettura di sicurezza.


La mappa globale del narcotraffico strategico

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Aree chiave

  • Triangolo d’Oro (Asia) → oppio/eroina → guerre per procura
  • Ande (America Latina) → cocaina → destabilizzazione regionale
  • Offshore finanziario → riciclaggio → finanziamento covert ops

Funzione: sostituire il bilancio ufficiale con un’economia clandestina.


Panama: la morale come copertura

Nel 1989 gli Stati Uniti invadono Panama per catturare Manuel Noriega, improvvisamente definito “narco-dittatore”. La narrativa ufficiale parla di democrazia e guerra alla droga.

Solo in seguito emerge che Noriega era stato per decenni stipendiato e protetto dagli stessi apparati che lo arrestarono. Il vero obiettivo era il controllo del Canale di Panama.


Panama 1989: dal narco-pretesto al controllo strategico

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Sequenza

  1. Asset dei servizi USA
  2. Trasformazione in “narco-dittatore”
  3. Invasione militare
  4. Controllo stabile del nodo strategico

Afghanistan: l’oppio come stabilizzatore di guerra

Prima del 2001 l’Afghanistan non dominava il mercato globale dell’eroina. Dopo vent’anni di occupazione occidentale, arriva a coprire fino al 90% della produzione mondiale.

L’oppio diventa:

  • reddito per alleati locali;
  • collante economico della contro-insurrezione;
  • strumento di controllo territoriale.

Afghanistan: guerra, occupazione, oppio

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Timeline semplificata

  • 2001 → invasione
  • 2005–2020 → crescita coltivazioni
  • Post-occupazione → dipendenza strutturale dall’oppio

Conclusione: la droga non è un fallimento, ma un meccanismo di stabilizzazione informale.


Venezuela: narcotraffico come grimaldello giuridico

Lo schema riemerge nel caso venezuelano. L’arresto del presidente Nicolás Maduro viene giustificato con accuse di narco-terrorismo.

Eppure:

  • le rotte precedono l’attuale leadership;
  • si consolidano durante la Guerra Fredda;
  • vengono criminalizzate solo quando politicamente utili.

Venezuela: droga, sanzioni e petrolio

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Schema di potere
Droga (pretesto) → accusa penale → sanzioni → sequestro asset → pressione geopolitica


ONG, soft power e la “nobile menzogna”

A rendere tutto politicamente digeribile interviene il soft power: ONG e think tank — dal National Endowment for Democracy all’Atlantic Council — che forniscono una cornice morale pronta all’uso.


La filiera della “nobile menzogna”

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Catena narrativa
Think tank → ONG → media → opinione pubblica → legittimazione politica


Conclusione

La geopolitica non è un esercizio morale, ma non può fondarsi su menzogne permanenti. Senza trasparenza storica — archivi aperti, responsabilità riconosciute — ogni nuova “guerra alla droga” rischia di essere solo un’operazione di potere mascherata da virtù.

La vera domanda non è se queste strategie funzionino nel breve periodo.
La domanda è che tipo di ordine mondiale stiano costruendo.

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