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ICE e Stato di sicurezza

Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista

C’è una costante che attraversa media liberal, Partito Democratico e sinistra progressista occidentale: quando l’apparato repressivo statunitense diventa visibile, la colpa va attribuita a Trump.
Non importa chi ha scritto le leggi, chi le ha votate, chi le ha applicate per decenni. Conta solo una cosa: salvare la narrazione morale.

L’ICE viene raccontata come una deviazione autoritaria recente, un’anomalia trumpiana. In realtà è l’esatto opposto: ICE è il prodotto coerente di una lunga costruzione giuridica bipartisan, iniziata sotto amministrazioni democratiche e mai smantellata.

Per capirlo bisogna smettere di guardare i presidenti come simboli e iniziare a leggere le leggi. E osservare chi protesta, quando protesta e quando invece tace.


1. ICE nasce prima di Trump: la matrice è democratica

ICE e Stato di sicurezza

Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista
ICE e Stato di sicurezza

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ICE e Stato di sicurezza

Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista

Nel 1996, sotto Bill Clinton, viene approvata l’Illegal Immigration Reform and Immigrant Responsibility Act (IIRIRA).
È qui che nasce il cuore giuridico dell’ICE, sette anni prima della sua creazione formale.

La legge introduce:

  • deportazione amministrativa senza processo
  • detenzione obbligatoria
  • limitazione drastica del controllo giudiziario

L’esecutivo può decidere, detenere ed espellere con supervisione minima.
Questo non è un eccesso: è architettura di potere.

Trump non c’entra nulla.
ICE è figlia diretta del clintonismo securitario.


2. 11 settembre: ICE come strumento di sicurezza nazionale

ICE e Stato di sicurezza

Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista
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Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista

Dopo l’11 settembre 2001, l’immigrazione viene definitivamente assorbita nel paradigma della sicurezza.
Il Patriot Act introduce la detenzione preventiva basata sul sospetto, non sulla prova.

Nel 2002 nasce il Department of Homeland Security.
Nel 2003 nasce l’ICE.

Non come agenzia per l’immigrazione, ma come apparato di enforcement interno.
Il migrante irregolare viene assimilato a potenziale minaccia.

È qui che ICE assume la sua vera funzione: polizia amministrativa permanente, svincolata dalla logica dei diritti costituzionali.


3. Obama: ICE diventa efficiente, invisibile, sistemica

ICE e Stato di sicurezza

Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista
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Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista

Sotto Barack Obama, l’ICE non viene ridimensionata.
Viene ottimizzata.

Con il programma Secure Communities:

  • ICE viene integrata con le polizie locali
  • i dati biometrici vengono condivisi automaticamente
  • ogni fermo ordinario può generare un arresto migratorio

Risultato:

  • oltre 3 milioni di deportazioni
  • uso sistematico delle procedure accelerate
  • separazioni familiari già documentate

Obama non smantella l’ICE.
La rende una macchina amministrativa efficiente e silenziosa.

Ed è proprio qui che la sinistra progressista tace.
Perché l’apparato funziona, ma senza disturbare la narrazione.


4. Biden: ICE resta, cambia solo il linguaggio

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Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista

Con Joe Biden:

  • IIRIRA resta intatta
  • ICE resta operativa
  • la detenzione amministrativa continua

Nessuna riforma strutturale.
Nessuno smantellamento.

La differenza è solo comunicativa:

  • meno retorica securitaria
  • stessa architettura di potere

ICE diventa moralmente accettabile perché gestita “con toni giusti”.


5. Trump: ICE diventa improvvisamente un problema

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Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista
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Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista
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Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista

Donald Trump non crea nuovi poteri per l’ICE.
Non introduce nuove basi giuridiche.

Usa:

  • IIRIRA (Clinton)
  • Patriot Act + DHS
  • apparato operativo consolidato (Obama)

La differenza è che Trump non nasconde ciò che fa.
Dice apertamente ciò che gli altri facevano dietro il linguaggio dei diritti.

Ed è qui che ICE diventa improvvisamente “fascista”.

Non perché cambia.
Ma perché diventa visibile.


6. Antifa e le proteste a intermittenza: ICE come arma narrativa

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Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista

Le proteste contro ICE seguono uno schema preciso:

  • esplodono solo sotto Trump
  • scompaiono sotto Obama e Biden
  • usano sempre gli stessi simboli e gruppi

Antifa non combatte l’apparato.
Combatte il bersaglio politico designato.

ICE non è il problema quando è gestita dai Democratici.
Lo diventa solo quando serve delegittimare l’avversario.

I diritti diventano strumenti selettivi.
La piazza, una leva di pressione controllata.


7. Disinformazione e costruzione del nemico: ICE come strumento narrativo

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ICE e Stato di sicurezza

Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista

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La funzione reale della disinformazione non è mentire in modo grossolano, ma selezionare la verità.
Mostrare un frammento, occultare il contesto, spostare la responsabilità.
È così che nasce il nemico politico costruito, figura necessaria a preservare il sistema mentre si finge di combatterlo.

ICE è un caso di scuola.

L’apparato repressivo non viene mai analizzato come struttura giuridica permanente, ma ridotto a emanazione morale di un singolo leader. In questo modo:

  • il sistema viene assolto
  • le leggi spariscono dal dibattito
  • la responsabilità si personalizza

Trump diventa il contenitore simbolico di tutto ciò che in realtà precede, sopravvive e funziona indipendentemente da lui.

Questa non è ignoranza. È ingegneria narrativa.


8. Il meccanismo classico della disinformazione progressista

Il modello è ricorrente e segue sempre gli stessi passaggi:

  1. Decontestualizzazione
    ICE viene presentata come “aberrazione recente”, mai come prodotto legislativo stratificato.
  2. Personalizzazione del potere
    Le leggi scompaiono, resta il volto del “cattivo”.
  3. Moralizzazione selettiva
    Le stesse pratiche diventano accettabili se gestite dal “campo giusto”.
  4. Attivazione della piazza controllata
    Proteste, simboli, slogan, sempre negli stessi momenti, sempre contro lo stesso bersaglio.
  5. Rimozione storica
    Clinton, Obama e Biden vengono espunti dalla catena causale.

Questo è il cuore della disinformazione moderna: non inventare fatti, ma organizzare la percezione.


9. ICE e il nemico utile: perché il sistema ha bisogno di Trump

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Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista
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Come la repressione bipartisan viene attribuita a Trump per assolvere il sistema democratico-progressista

Ogni sistema ha bisogno di un nemico che:

  • concentri l’indignazione
  • canalizzi la rabbia
  • impedisca l’analisi strutturale

Trump svolge questa funzione perfettamente.

Finché ICE è “colpa sua”:

  • non si parla di IIRIRA
  • non si parla di Patriot Act
  • non si parla di DHS
  • non si parla di bipartisan consensus

La sinistra progressista non combatte lo Stato di sicurezza.
Lo amministra, proteggendosi dietro un nemico caricaturale.

Il nemico non serve a distruggere il sistema.
Serve a salvarlo.


10. Antifa e l’opposizione simulata: quando la protesta diventa dispositivo

In questo schema, gruppi come Antifa non sono una minaccia per il potere, ma una valvola di sfogo controllata.

La loro funzione è:

  • rendere visibile il conflitto
  • senza mai colpirne le fondamenta
  • spostando il bersaglio dal sistema al simbolo

ICE non viene mai contestata come apparato giuridico permanente, ma solo come “polizia di Trump”.
Quando Trump scompare, scompare anche la protesta.

Questa non è resistenza.
È gestione del dissenso.


Conclusione integrata: senza nemico non c’è disinformazione, senza disinformazione non c’è consenso

ICE dimostra che lo Stato di sicurezza:

  • non ha colore politico
  • non nasce dall’emergenza
  • non muore con un presidente

La disinformazione serve a una cosa sola:
impedire che questo diventi evidente.

Finché l’opinione pubblica discute di Trump,
non discute di leggi.
Finché grida contro ICE “fascista”,
non ne smantella la base giuridica.
Finché il nemico è personalizzato,
il sistema resta intatto.

ICE non è il problema.
È la prova.

ICE è il volto permanente dello Stato di sicurezza

Chi riduce ICE a Trump:

  • assolve Clinton, che ne crea la base giuridica
  • assolve Obama, che la rende efficiente
  • assolve Biden, che la normalizza

ICE è:

  • bipartisan
  • permanente
  • giuridicamente fondata
  • politicamente strumentalizzata

Trump non è l’origine del problema.
È il momento in cui la narrazione progressista smette di funzionare.


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