Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre l’Europa cercava di fare i conti con l’eredità del nazismo, il governo britannico avviò una delle operazioni più controverse e meno discusse del dopoguerra: la protezione, il trasferimento e il reinsediamento di migliaia di membri della divisione ucraina delle Waffen-SS, la famigerata “Galizien”.
Tra il 1947 e gli anni immediatamente successivi, circa 8.000 membri della 14ª Divisione Waffen Grenadier delle SS furono trasferiti in Gran Bretagna e in Canada, nonostante la loro appartenenza a una formazione militare del Terzo Reich dichiarata criminale al processo di Norimberga.
Questa storia non rappresenta soltanto un episodio oscuro del dopoguerra: rivela un filo geopolitico che collega l’impero britannico, la nascente Guerra Fredda e il lungo utilizzo del nazionalismo ucraino radicale come strumento strategico contro Mosca.
La nascita della Divisione Galizien: nazionalismo ucraino e Waffen-SS
La 14ª Divisione Waffen Grenadier delle SS, conosciuta come “Galizien” o “Galicia”, venne creata nel 1943 dalla Germania nazista. Era composta prevalentemente da volontari ucraini della Galizia orientale, regione allora appartenente alla Polonia occupata e successivamente incorporata nell’URSS.
La divisione nacque nel contesto della crescente collaborazione tra settori del nazionalismo ucraino radicale e il Terzo Reich. Molti dirigenti dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), in particolare le correnti vicine a figure come Stepan Bandera e Andriy Melnyk, vedevano nella Germania hitleriana un possibile alleato contro l’Unione Sovietica.
La divisione combatté sul fronte orientale contro l’Armata Rossa e partecipò anche a operazioni antipartigiane contro civili polacchi, sovietici e jugoslavi. Diversi studi storici e commissioni investigative hanno associato elementi della divisione a massacri e crimini di guerra, tra cui quelli di Huta Pieniacka e Pidkamin.
Il collasso del Terzo Reich e la fuga verso gli inglesi
Nel maggio 1945, mentre il Terzo Reich crollava, migliaia di membri della divisione si arresero alle forze britanniche in Austria. Londra si trovò improvvisamente davanti a un problema geopolitico delicatissimo: cosa fare di migliaia di soldati appartenenti alle Waffen-SS ma profondamente anticomunisti?
In teoria, gli accordi di Yalta prevedevano il rimpatrio di molti collaborazionisti sovietici verso l’URSS. Tuttavia, i britannici evitarono di consegnare gran parte dei membri della Galizien a Mosca.
La ragione ufficiale fu giuridica: molti di loro provenivano da territori che prima del 1939 appartenevano alla Polonia e non all’Unione Sovietica. Ma dietro questa interpretazione legale si nascondeva già la logica della Guerra Fredda nascente.
Rimini: il campo che divenne una zona grigia della storia europea
I soldati della Galizien vennero internati nel campo di Rimini, in Italia, sotto controllo britannico. Qui rimasero per quasi due anni.
Il campo di Rimini divenne una sorta di incubatore politico del nazionalismo ucraino anticomunista del dopoguerra. All’interno del campo esistevano:
- scuole;
- attività culturali;
- strutture religiose;
- organizzazioni politiche;
- reti di propaganda.
Le autorità britanniche permisero una notevole autonomia organizzativa ai detenuti.
Fu in questo contesto che nacque la cosiddetta “Rimini List”, l’elenco contenente nomi e gradi di migliaia di membri della divisione trasferiti successivamente nel Regno Unito.
Per decenni tale lista rimase avvolta da una notevole opacità istituzionale.
La “Rimini List”: 8.000 ex SS importati nel Regno Unito
Secondo documenti storici e successive indagini giornalistiche, nel 1947 il governo laburista di Clement Attlee autorizzò il trasferimento nel Regno Unito di circa 8.000 membri della divisione Galizien.
Molti vennero successivamente inviati anche in Canada. La questione divenne particolarmente controversa negli anni ’80 e ’90, quando emersero accuse secondo cui alcuni ex membri della divisione avrebbero partecipato a crimini di guerra.
La “Rimini List” conteneva:
- nomi;
- gradi;
- unità di appartenenza;
- dati identificativi dei membri trasferiti.
Per anni Londra evitò di rendere pubblica la documentazione completa. Solo pressioni archivistiche e giornalistiche permisero una graduale emersione del materiale storico.
La logica geopolitica britannica: l’anticomunismo sopra tutto
Per comprendere questa scelta bisogna inserirla nel contesto strategico del dopoguerra.
Già nel 1945-1947, Londra considerava l’URSS il nuovo principale rivale geopolitico. In questo quadro, i movimenti nazionalisti dell’Europa orientale divennero strumenti utili nella futura guerra clandestina contro Mosca.
L’apparato britannico — in particolare settori dell’intelligence — iniziò a distinguere rapidamente tra:
- “nazisti ideologici”;
- “nazionalisti anticomunisti utilizzabili”.
Questa distinzione fu alla base di molte operazioni occidentali successive, non solo britanniche ma anche americane.
MI6, CIA e reti clandestine ucraine
Negli anni successivi, reti ucraine nazionaliste vennero utilizzate in operazioni clandestine contro l’Unione Sovietica.
Documenti declassificati mostrano che sia il MI6 britannico sia la CIA collaborarono con gruppi nazionalisti ucraini nel quadro delle operazioni anticomuniste della Guerra Fredda. Alcuni ex collaborazionisti o membri di formazioni legate alle Waffen-SS finirono dentro queste reti clandestine.
L’obiettivo strategico era chiaro:
- destabilizzare il controllo sovietico sull’Ucraina;
- alimentare insurrezioni;
- creare reti informative;
- utilizzare il nazionalismo radicale come leva geopolitica.
Questa logica non era esclusivamente britannica, ma Londra ebbe un ruolo importante nelle prime fasi della protezione e ricollocazione di questi ambienti.
Il Canada e la diaspora ucraina radicale
Il Canada divenne uno dei principali centri della diaspora nazionalista ucraina del dopoguerra.
Molti ex membri della Galizien si stabilirono:
- a Toronto;
- Edmonton;
- Winnipeg.
Nel corso dei decenni, alcune organizzazioni della diaspora contribuirono alla costruzione di una memoria revisionista della divisione, descrivendola non come formazione nazista ma come “esercito di liberazione anti-sovietico”.
Questa narrazione rimane ancora oggi oggetto di forti controversie storiografiche.
Il nodo della memoria storica
Uno degli aspetti più delicati riguarda la trasformazione simbolica di alcune figure del nazionalismo ucraino.
Personaggi legati all’OUN o alle formazioni collaborazioniste sono stati rivalutati in diversi momenti storici come simboli dell’indipendenza nazionale ucraina contro Mosca. Questo fenomeno si è intensificato dopo il crollo dell’URSS nel 1991.
Tuttavia, numerosi storici sottolineano come la lotta anticomunista non cancelli:
- la collaborazione con il Terzo Reich;
- l’antisemitismo di settori dell’OUN;
- il coinvolgimento in pulizie etniche e massacri.
La questione rimane altamente politicizzata ancora oggi.
Londra e la lunga ossessione geopolitica per la Russia
L’intera vicenda si inserisce in una tradizione geopolitica britannica molto più ampia: impedire l’emergere di una potenza dominante nello spazio eurasiatico.
Dall’Ottocento del “Grande Gioco” contro l’Impero russo fino alla Guerra Fredda, la strategia britannica ha spesso cercato di utilizzare:
- nazionalismi periferici;
- guerre ibride;
- reti clandestine;
- operazioni di influenza
come strumenti per contenere Mosca.
In questo quadro, il sostegno o la protezione di gruppi ultranazionalisti ucraini antirussi non appare come un episodio isolato, ma come parte di una lunga continuità strategica.
Conclusione
La storia della “Rimini List” e dei circa 8.000 membri della divisione SS Galizien trasferiti in Gran Bretagna e Canada rappresenta uno dei capitoli più controversi del dopoguerra occidentale.
Non si tratta soltanto di una questione archivistica o memoriale. È il riflesso di una trasformazione profonda avvenuta dopo il 1945:
- il passaggio dalla lotta contro il nazismo alla priorità assoluta dell’anticomunismo;
- la disponibilità occidentale a riutilizzare ex collaborazionisti come strumenti geopolitici;
- la nascita delle reti clandestine della Guerra Fredda.
La vicenda mostra anche come la memoria storica dell’Europa orientale sia ancora oggi terreno di conflitto politico, identitario e geopolitico.
Fonti e approfondimenti
- Wikipedia – 14th Waffen Grenadier Division of the SS (1st Galician)
- The Guardian – “SS in Britain”
- United States Holocaust Memorial Museum – Ukrainian Waffen SS Galicia Division
- Harvard Ukrainian Studies – In the Maelstrom
- University of East Anglia – Post-War Narratives of the Waffen SS Galicia Division
- Ukrainians in the UK – Former Soldiers of SS Galizien
- German Historical Museum – SS in Britain

